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TASSAZIONE AFFITTI TURISTICI BREVI 2021

15/03/2021

COME OSPITARE RESPONSABILMENTE IN ITALIA

Fra i temi più uggiosi nel magico mondo degli affitti di case vacanze, vi è senza dubbio quello relativo alla dichiarazione dei redditi. Quali procedure devo compiere per ritenermi un vero host responsabile in Italia?

Scopriamolo insieme...

AFFITTI BREVI : DEFINIZIONE
Con il termine affitti brevi si fa riferimento agli immobili ad uso abitativo locati per periodi non superiori a 30 giorni. 

L’affitto deve necessariamente essere stipulato: 

  • Con regolare contratto ( si può fare in maniera autonoma oppure attraverso altri intermediari)
  • Il locatore non deve essere un professionista del settore

Nota bene! I 30 giorni fanno riferimento all’affitto dell’immobile ad un singolo soggetto e sono da considerarsi come somma complessiva durante l’anno.  Esempio: se decidete di affittare il vostro immobile ad una stessa persona per brevi periodi durante l’anno, assicuratevi che l’ammontare complessivo dei pernottamenti non superi i 30 giorni.

Passiamo alle note dolenti: come funziona la tassazione per gli affitti turistici brevi?

Come host di case vacanze per brevi periodi puoi scegliere tra due regimi fiscali differenti: la cedolare secca o il regime ordinario. Vediamo di seguito le differenze: 

Cedolare secca: detto anche regime agevolato, è un’imposta fissa del 21% che sostituisce l’Irpef e le varie addizionali comunali e regionali previste sui contratti di affitto. Questa si calcola sul guadagno lordo al 100% ( quindi non soltanto il guadagno dato dal canone di locazione, ma anche da altre spese come per esempio le spese condominiali). 

Regime ordinario: la tassazione Irpef, a differenza della cedolare secca, non ha una percentuale unica, ma varia a seconda di quanto è l’ammontare del tuo guadagno complessivo. Se scegli questo regime fiscale, viene tassato il 95% lordo dell’affitto guadagnato. 

Considerato che gli affitti turistici brevi rappresentano in linea di massima un guadagno extra rispetto alla tua normale attività lavorativa, il consiglio è sempre quello di affidarsi ad un buon commercialista per scegliere il regime fiscale che meglio si adatta alle tue esigenze. 

Gli intermediari online come Airbnb e Booking ed il regime fiscale

Con questo paragrafo si apre un capitolo decisamente un po’ spinoso. Infatti bisogna sapere che nel 2017 era stata introdotta un’importante novità in merito agli intermediari online i quali sarebbero tenuti a rispettare due obblighi: 

  • Dichiarativo: dichiarare all’Agenzia delle entrate tutti i dati relativi agli inquilini
  • Fiscale: in quanto avrebbero la funzione di veri e propri sostituti di imposta. Quindi spetterebbe a loro applicare una ritenuta d’acconto del 21% sulle somme ricevute dall’inquilino. 

Questo doveva essere una buona soluzione per arginare l’evasione fiscale ed agevolare lo stesso tempo lo sviluppo del settore. Di fatto, questi intermediari non si occupano di queste procedure. 

E’ dunque compito degli host assicurarsi che l’esperienza di soggiorno che andrà ad offrire sia da una parte confortevole ed unica e, dall’altra, fiscalmente corretta. 

Ricapitolando: 

  • I contratti di affitto breve possono essere stipulati solo se il proprietario dell’immobile non è un  professionista del settore
  • I contratti non devono essere comunicati all’Agenzia delle Entrate essendo per periodi inferiori a 30 giorni
  • I guadagni derivati degli affitti vanno dichiarati o attraverso il Modello Unico o il 730
  • Si può decidere tra due regimi fiscali differenti: la cedolare secca con aliquota fissa al 21% oppure regime ordinario con aliquota variabile
  • Gli intermediari online ti assicurano successo ed entrate sicure per il tuo alloggio ma non sono anche intermediari finanziari

B&B Tips: 

#cedolaresecca #regimefiscale #dichiarazionedeiredditi

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